Parchi e Itinerari

Riserva Naturale Zompo lo Schioppo-Morino

Tante le emozioni che è possibile vivere nella Riserva Naturale di Zompo Lo Schioppo, nel comune marsicano di Morino, in un verdissimo territorio montano nella congiunzione tra i Monti Simbruini, i Monti Cantari e i Monti Ernici.

Intanto, la visione della cascata che dà il nome alla Riserva. Zompo lo Schioppo è un sorgente carsica, l'acqua sgorga da una ripida parete calcarea con un salto di oltre 80 metri, formando la cascata naturale più alta dell'Appennino. Tutt'intorno un paesaggio caratterizzato da rigogliose foreste di faggi, con una significativa presenza di castagni, la varietà del paesaggio naturale favorisce lo stabilirsi di numerose specie animali: da quelle più tipiche della riserva come i picchi, a quelle di maggiore interesse scientifico quali l'Orso bruno marsicano e il Lupo appenninico, a quelle più rare, come il Gufo reale, il Falco pellegrino, il Gracchio corallino; inoltre, da pochi anni il capriolo é tornato ad abitare sedentariamente la Riserva. Fulcro del turismo della Riserva è l'Ecomuseo, allestito in un antico edificio sito nella frazione di Grancia. La Riserva si avvale della collaborazione di educatori ambientali qualificati e di esperti nei diversi settori per i differenti temi trattati. Nella Riserva e nella sua fascia di protezione esterna esistono diverse aree sosta e diversi sentieri.

Particolarmente suggestivo il sentiero che porta ai ruderi di Morino vecchio, distrutto e mai più ricostruito a seguito del terremoto del 13 gennaio 1915 che provocò decine di migliaia di vittime tra Avezzano e la Valle Roveto. Un tracciato ad anello, toccando il Rifugio dello Schioppo, raggiunge la parete calcarea verticale da cui, in primavera, sgorga una sorgente carsica: è la sorgente dello Schioppo che origina una spettacolare cascata; subito dopo il sentiero ridiscende, tra i boschi di faggio e torna al punto di partenza. Numerose e ben attrezzate le aree di sosta lo Schioppo, Piano Sacramento e la Fossa.

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Riserva Naturale Zompo lo Schioppo-Morino

Riserva Naturale Monte Salviano

La pineta rappresenta l'area di maggiore caratterizzazione del Monte Salviano, in particolare lungo il percorso che conduce al santuario della Madonna di Pietraquaria. Nel 1916 furono piantati i primi pini dai prigionieri di guerra del campo di concentramento costruito alla periferia nord di Avezzano. Nell'estate del 1993, parte del territorio fu percorso da un violento incendio che ne distrusse quasi completamente la vegetazione, rappresentata in maniera preponderante da pino nero. Molto variegato il panorama faunistico della Riserva, dove troviamo lo scoiattolo, il tasso, la volpe, la puzzola, la donnola, la lepre, il grifone e numerosi fringuellidi.

Il Santuario della Madonna di Pietraquaria, a 1.000 metri di quota, è celebre per la miracolosa Immagine che vi si venera. E’ accertato che il culto e di conseguenza anche la cappella con il quadro esisteva fin dal secolo XII; all’epoca la cappella si trovava nel feudo di Pietraquaria sito sul roccione antistante l’attuale Santuario.

Diversi gli itinerari. Uno dei migliori quello che punta a Monte San Felice (1030 m), belvedere meridionale sui Piani Palentini e sulla zona della battaglia. Il monte costituisce l’estrema punta settentrionale della cresta del Monte Salviano, che fa da fondale ad Avezzano e ospita il Santuario della Madonna di Pietracquaria e i cunicoli di Claudio, testimoni dei tentativi romani di prosciugamento del lago del Fucino. Al San Felice si può salire dalla stazione ferroviaria di Cappelle, con una ripida ascesa che in 45 minuti supera un dislivello di 330 metri, partendo al km 5 della strada che unisce Cappelle a Cese, presso la stazione di Cappelle subito dopo il passaggio a livello. Dietro le poche case della località Grotte di San Felice, si inizia a salire a fianco di uno sbancamento e si prende rapidamente quota, seguendo la cresta che fino in vetta. 

Una passeggiata alternativa, meno faticosa e altrettanto panoramica, utilizza la cresta del Monte Cimarani. Si va in auto fino al Santuario di Pietracquaria; da qui si risale a piedi il largo pendio del Monte Cimarani (1108 m), che si raggiunge utilizzando una stradina o la più diretta pista ferrata. Aggirata la zona delle antenne e dei ripetitori, si prosegue sul panoramico percorso di cresta fino al Monte San Felice (prevedere circa un’ora per l’andata e altrettanto per il ritorno).

Sito web:

Riserva Naturale Monte Salviano

Riserva Gole del Sagittario

La Riserva naturale delle Gole del Sagittario è una area naturale protetta dell'Abruzzo, istituita nel 1997. Fa parte del Comune di Anversa ed è percorsa dal fiume Sagittario che si estende da Villalago a Cocullo in provincia dell'Aquila. L'area delle gole inizia dalla diga di San Domenico nei pressi di Villalago. La riserva comprende il Parco Letterario dedicato a Gabriele D'Annunzio, un parco che nasce dall’iniziativa dell'amministrazione comunale di Anversa degli Abruzzi, dalla Fondazione "Ippolito Nievo" e dal WWF, per contribuire a preservare la bellezza del territorio della Valle del Sagittario. L’area geografica del Parco è quella compresa nei Comuni di Anversa degli Abruzzi, Cocullo, Villalago e Bugnara. Nel 1996, all’interno della Riserva, è stato realizzato il Giardino Botanico Gole del Sagittario, riconosciuto dal 1998 Giardino Botanico d’interesse regionale. Attualmente ospiti del giardino sono 380 specie diverse di piante.

Sede:Ufficio della Riserva Cooperativa Sociale Daphne:presso Municipio, Piazza Roma, 1 Anversa degli Abruzzi
Telefono: 0864.49587  Fax: 0864.49504

Riserva Monte Genzana Alto Gizio

La Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio, ha un'estensione di 3164 ettari ed è collocata interamente nel territorio del Comune di Pettorano sul Gizio che, in collaborazione con l’Associazione Ambientalista Legambiente, ne rappresenta l’Ente Gestore. Il suo territorio, compreso tra i 530 m. del fiume Gizio ed i 2170 m. del Monte Genzana, presenta ambienti naturali assai diversi, arricchiti da un elevato patrimonio floristico e faunistico. Una caratteristica fondamentale della riserva è la presenza nel suo territorio del centro abitato Pettorano sul Gizio.

Sede: Piazza Rosario Zannelli 3 - 67034 Pettorano sul Gizio (AQ)
Telefono: 0864.487006

Sito web:

Riserva Monte Genzana Alto Gizio

5 - Teramo

Riserva Naturale Corno Grande di Pietracamela

Nel cuore del Gran Sasso, il Comune di Pietracamela ha istituito nel 1991 una Riserva di 2.200 ettari gestita dal CAI, che comprende le aree più suggestive della catena:
il Corno Grande, il ghiacciaio del Calderone, il Corno Piccolo, Campo Pericoli, la Val Maone e la valle del Rio Arno. Stelle alpine dell’Appennino e genepì, genziane e pulsatille colorano le praterie, su cu cui volteggia l’aquila reale. Nel 1992 è stato reintrodotto il camoscio d’Abruzzo, che è possibile ammirare anche nel centro visita

Riserva Naturale Gole del Salinello

In provincia di Teramo, situato all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in Abruzzo, nei pressi del confine con le Marche, si trova uno dei valloni più affascinanti di tutto l’appennino, la Riserva Naturale Gole del Salinello. Le Gole del Salinello sono un’area naturale protetta a tutela delle profonde gole create dallo scorrere del fiume Salinello, tra i monti Foltrone e Girella, anche detti Monti Gemelli, che, nei millenni, ha saputo cesellare panorami di incontaminata bellezza ed  itinerari escursionistici di inenarrabile fascino, caratterizzati da sorgenti, cascate, ruscelli e laghetti. L’enorme canyon è costellato di grotte di origine carsica, alcune abitate sin dal paleolitico superiore, circa 10.000 anni a.C.. Particolarmente bella è la Grotta di sant'Angelo anche detta Eremo o Grotta di San Michele, costruita in una grotta naturale, dove ancora oggi viene celebrata messa il 1° Maggio e il 29 Settembre. Ubicati leggermente al di fuori delle gole si ergono i suggestivi ruderi di Castel Manfrino, situato in località Macchia da Sole, suggestiva fortezza fatta edificare da re Manfredi di Svevia, tra il XII ed il XIII secolo , su una rupe a guardia della vallata, della cui struttura oggi non rimangono che pochi tratti e parte delle mura. La riserva si caratterizza anche per la presenza di Tholos, antiche strutture agropastorali.

Sito Web:

Comune di Civitella del Tronto

Riserva Naturale dei Calanchi di Atri

La Riserva Naturale Regionale “Calanchi di Atri”, istituita nel 1995 ove la Comunità Europea aveva già identificato un Sito di Interesse Comunitario (SIC), diventa nel 1999 un’Oasi WWF con lo scopo di preservare circa 600 ettari di natura, flora e fauna.
Essa racchiude forme di erosione che qui assumono un aspetto impressionante: i calanchi.
Le caratteristiche di biodiversità e geodiversità dei Calanchi conferiscono quelle doti di unicità al paesaggio agrario, tanto da renderla un'area di interesse nazionale, conservando una delle forme più affasci­nanti del paesaggio costiero adriatico.
Impo­nenti architetture naturali note ai più come "Bolge dantesche" o "Unghiate del Diavolo" e dette in vernacolo "li Ripe".
Nonostante la presenza dei calanchi possa far pensare ad un ambiente difficile per la vita delle piante, la Riserva ospita numerose specie, che si sono specializzate a vivere in condizioni di estremo disagio.
Nella parte alta del calanco si trovano specie appartenenti alla vegetazione naturale della collina, rappresentata da piccoli lembi di boschi termofili. Alcune specie presenti sono sfuggite alle vicine colture, come l’Erba medica e la Sulla.
Sulle austere e ripide pareti prevalgono le specie xerofile, abituate a climi caldi e molto secchi, e le specie che si sono meglio adattate alla dura vita sui calanchi, grazie agli esili fusti, alla spinosità e all’imponente apparato radicale.
Nelle zone alla base degli impluvi calanchiferi, in cui si raccolgono le acque dei vari bacini e ci sono uno scarso irraggiamento solare e un’elevata umidità relativa, si incontrano specie idrofile quali la Canna di Plinio, la Carota selvatica e il Trifoglio irsuto.

Sito Web:

Riserva Calanchi di Atri

Riserva Naturale di Castel Cerreto

Nata nel 1991, la Riserva è situata nel comune di Penna Sant'Andrea e si snoda attraverso diversi percorsi sentieristici, con aree di sosta e pannelli descrittivi delle specie arboree.
Alcuni di questi conducono all'area della riserva forse più importante e suggestiva, dove si trovano lo stagno ed un cerro secolare. Tra gli alberi presenti nel bosco della Riserva, ricordiamo naturalmente il Cerro, oltre al Carpino Nero, all'Acero campestre e al Maggiociondolo.
La presenza di stagni favorisce inoltre la crescita del Salice, del Pioppo bianco e di specie erbacee quali la Tifa o la Cannuccia di palude.
La fauna è invece quella "classica" dell'ambiente collinare. Tra gli uccelli, qui nidificano il Codibugnolo, la Cinciarella, il Picchio verde ed il Picchio muratore. E non è raro "incontrare" tra i cespugli lo Scricciolo, il Lui piccolo, l'Usignolo ed il Merlo. Tra i rapaci, infine, si segnalano la Poiana, lo Sparviero ed il Gheppio per le specie diurne; l’Allocco, l'Assiolo e la Civetta per quelle notturne.
All'interno della Riserva, si trovano anche una Foresteria (allestita con cucina e 10 posti letto) ed un Centro di Educazione ambientale (Aula Verde). Può accogliere circa 30 persone ed è dotato di computer, video proiettore e maxi schermo. Reperti del bosco, microscopi, ingranditori, visori, mappe, bussole, altimetri e navigatore satellitare, trasformano l’Aula Verde in un vero laboratorio sperimentale

Sito Web:

Riserva Naturale Castel Cerreto

Parco Territoriale Attrezzato del Fiume Fiumetto

Nato nel 1990 e gestito dal Comune di Colledara, il Parco si estende su un territorio di oltre 80 ettari tra il torrente Sazza ed il Fosso San Paolo. 
Il Parco offre uno splendido connubio tra natura, arte ed architettura. Al suo interno, infatti, sorge l’incantevole centro medievale di Castiglione della Valle, uno dei borghi più suggestivi della provincia teramana. La sua fama è legata alla tradizione secondo la quale qui soggiornò Lucrezia Borgia durante la fuga dal fratello Cesare. 
Lungo il suo corso il fiume Sazza riceve contributi da altri fossi minori creando piccole cascate. Tra le specie vegetali, nell'area crescono salici e pioppi, mentre allontanandosi dal fiume s'incontrano specie come la roverella, il cerro, l’orniello ed il carpino nero. Altra formazione presente è il querco-carpineto a carpino bianco e farnia, quest'ultima di origine glaciale.
Molto ricca anche la fauna, ad iniziare dagli uccelli con il picchio verde, il rampichino, la cincia mora, la cinciallegra e il barbagianni; mentre tra i mammiferi si segnalano il tasso, la faina e la puzzola.
Il Parco si sviluppa lungo la traccia del “sentiero del vecchio mulino”. Si tratta di un percorso didattico di facile percorribilità, dotato di cartellini botanici e quattro bacheche tematiche relative ai diversi ambienti.

Parco Territoriale Attrezzato del Fiume Vomano

Istituita nel 1995, la Riserva sorge lungo una delle principali vie d'accesso al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e tutela l'habitat fluviale del tratto medio del fiume Vomano (tra i 250 e i 400 m, a nord di Montorio).
Con i suoi 335 ettari d'estensione, costituisce una delle più grandi riserve abruzzesi di questo tipo.
Nella parte superiore dell’area protetta, il fiume scorre tra le pareti di roccia arenaria, modellate dall’azione erosiva delle acque. Lungo l’alveo del fiume si segnalano formazioni riparali di pioppo bianco, pioppo nero, salice rosso, carpino bianco, aceri e nocciolo, mentre su alcune pareti rocciose vegetano piccoli popolamenti di leccio. Il microclima della riserva consente anche la crescita di una particolare quercia di ambienti caldi.
Tra i mammiferi troviamo il riccio, la talpa, il tasso, lo scoiattolo meridionale, la volpe, la faina e il cinghiale. Per quanto riguarda gli uccelli, nella riserva vivono il falco pellegrino, il gruccione, il merlo acquaiolo e l’usignolo di fiume.
La fauna ittica è rappresentata infine dal cavedano, dal barbo, dal vairone e dalla non comune rovella.
I periodi migliori per visitare la Riserva sono la primavera e l'autunno.

Area Marina Protetta Torre del Cerrano

Fra cielo e terra uno specchio d’acqua protetto dove coltivare le preziose risorse del mare. L’area marina della Torre del Cerrano si trova in Abruzzo, la “Regione Verde d’Europa” con oltre il 30% del territorio tutelato. 
Nel tratto teramano, fra due Comuni, Pineto e Silvi, l’area marina delimita sette chilometri di costa e completa un programma di protezione e valorizzazione dell’ambiente affiancandosi alla rete di oasi sottomarine che hanno consentito, in questi anni, la salvaguardia, il ripopolamento e lo studio dell’ecosistema marino.
Lo specchio d’acqua dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, presenta due tipologie ambientali ben distinte e in stretta relazione tra esse: i tipici fondali sabbiosi adriatici, che caratterizzano la porzione più estesa dell’area, e alcune parti di scogliere di fondo
La Torre del Cerrano è una delle antiche torri costiere del Regno di Napoli, si trova sulla costa dell’Adriatico, in provincia di Teramo, tra Silvi e Pineto. E’ uno dei pochi esempi rimasti integri della fitta rete di fortificazioni costiere del Regno di Napoli, che avevano la funzione di respingere i frequenti attacchi di turchi e saraceni provenienti dal mare. La Torre del Cerrano, la cui costruzione risale al 1568, deve il suo nome all’omonimo torrente, che scende dai colli di Atri e la cui foce é situata 500 metri a sud della torre, nel comune di Silvi. 
Oggi la Torre, affidata in comodato al Consorzio di Gestione dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano e all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Abruzzo e Molise, ospita il Centro Internazionale di Formazione Veterinaria oltre alla Biblioteca e al Museo del Mare in allestimento con l’Info-point dell’Area Marina Protetta.

Sito Web:

Area Marina Protetta Torre del Cerrano

Riserva Naturale del Borsacchio

La Riserva Naturale del Borsacchio è caratterizzata da un'area collinare ai piedi della quale si estende la piana costiera, alla quale segue la spiaggia, bassa e prevalentemente sabbiosa. Il territorio tra Roseto degli Abruzzi e la frazione di Cologna Spiaggia, tra il mare e la collina di Cologna Paese e Montepagano, rappresenta uno degli ultimi tratti del litorale abruzzese che conserva caratteri di integrità ambientale e paesaggistica, non ancora intaccati dal caotico sviluppo insediativo che ha interessato gran parte dei territori adriatici.