Borghi da Visitare

1 - Aquila

Rocca Calascio

Posto a 1460 metri di altitudine, Rocca Calascio è il borgo più alto dell'Italia centrale. Dietro di sé si estende il bellissimo paesaggio dell'Altopiano di Campo Imperatore, e davanti le meraviglie della Majella e del Sirente. Il borgo accoglie al suo interno ed al suo esterno diverse chiese, dal valore storico molto elevato (Chiesa di San Nicola di Bari, l'antichissima Chiesetta di San Leonardo), ma sono sicuramente il Castello e la piccola Chiesetta di Santa Maria della Pietà le attrazioni che accendono la fantasia e l'immaginazione di quanti vengono a visitarlo.
Il castello di Rocca Calascio, reso celebre dai film "Ladyhawke" e "Il nome della Rosa", è ad oggi il castello più alto d'Italia. Costruito interamente in pietra, la sua posizione regala a chi lo raggiunge panorami e sensazioni straordinarie, che riportano indietro nel tempo, in una natura incontaminata e unica, come quella del Gran Sasso d'Italia. Restaurato interamente, il Castello è oggi visitabile ed in modo completamente gratuito.
La Chiesetta di Santa Maria della Pietà, altro gioiello del borgo, è vicina al Castello, sul sentiero che conduce a Santo Stefano di Sessanio. La sua forma singolare ricorda molto il Battistero di San Giovanni a Firenze; secondo un antica tradizione, fu edificata nel luogo in cui gli abitanti di Rocca Calascio sconfissero un gruppo di banditi che razziava i loro beni. Oggi la chiesa, adibita a semplice oratorio, è meta di fedeli e devoti.

Siti web:

Rocca Calascio

Comune di Calascio

Campotosto

Campotosto, a circa 43 km dall’Aquila, sorge a 1420 metri d’altezza sulla sponda settentrionale del lago omonimo.  È situato all’estremità della Regione Abruzzo e conta intorno ai 569 abitanti. Il suo territorio, parte del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, è sede di una Riserva Naturale Statale, e si presta a lunghe camminate immersi nella natura, nonché alla pratica di sport acquatici, trekking e ciclismo. Il lago artificiale, parte della Riserva Naturale, è il più grande d’Abruzzo, e rappresenta il punto di maggior interesse turistico del borgo. La zona di Campotosto è inoltre rinominata per alcune eccellenze gastronomiche, tra cui la “mortadella di Campotosto”.

Sito web:

Comune di Campotosto

Castel del Monte

A 1345 metri di altitudine, molto vicino ai due bellissimi borghi medievali di Rocca Calascio e Santo Stefano di Sessanio, Castel del Monte è un borgo come pochi se ne possono visitare. Le passeggiate, attraverso le strette rue ed i bui “sporti” ( gallerie sotterranee che corrono sotto il paese), regalano scorci suggestivi ed un’atmosfera magica, che riportano indietro il visitatore nel tempo e nei secoli. Castel del Monte è anche il paese del mistero, di ataviche credenze che si riallacciano a leggende e miti. Proprio su queste credenze e sull’aura di mistero che aleggia nel paese, il 17 agosto di ogni anno si rinnova “La notte delle streghe”, uno degli eventi più affascinanti e incantevoli del borgo. La sapiente lavorazione della pietra ed i gioielli architettonici ereditati dal passato rendono la sua architettura unica, mentre le tipicità gastronomiche, la tradizione sportiva, fatta di sci e ciclismo, e le iniziative culturali che animano il centro, contribuiscono a fare di Castel del Monte un centro vivace e tutto da scoprire. Fa parte del famoso Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e rientra nella prestigiosa lista dei Borghi più belli d'Italia. Non è un caso, dunque, che questo piccolo borgo medievale ha attratto l'attenzione di alcuni registi internazionali, che ne hanno fatto l'ambientazione ideale per i loro film (fra tutti, "The American" con George Clooney.

Sito web:

Comune di Castel del Monte

Fontecchio

Fontecchio è un comune di 410 abitanti della provincia dell'Aquila, sito nella media vallata dell'Aterno nell'area denominata Valle Subequana. Appartenente alla comunità montana Sirentina e al Parco Regionale Sirente-Velino, Fontecchio è un borgo di origine medievale conservatosi integro, con stretti percorsi a gradini acciottolati e porte urbane. Notevoli tra i monumenti la Torre dell’Orologio e la fontana Trecentesca, mentre nei pressi del borgo spicca il convento di San Francesco.
Caratteristiche della zona sono le "Pagliare", case in alta quota nate con funzione di ricovero per il lavoro stagionale dei coltivatori, dalla struttura prevalente in pietra e legno, preziose testimonianze di una antica cultura contadina e pastorale.

Sito web:

Comune di Fontecchio

2 - Avezzano

Civita d'Antino

Civita d'Antino è un comune di c.ca 982 abitanti situato nella Valle Roveto, nei pressi del fiume Liri. Fu un'importante città da tutti i punti di vista, nell'epoca dei Marsi, con il nome di Antinum. Il paese conserva ancora oggi molti elementi della sua storia passata: rimangono a vista tratti della cinta di mura poligonale, sia i resti di edifici antichi.
Nella seconda metà del XIX secolo, invece, divenne il ritrovo di un gruppo di pittori di origini Danesi, capeggiati da Kristian Zahrtamnn, che, dal 1883, trovò a Civita d'Antino la sua Arcadia. Insieme a lui, centinaia di pittori nordici, per la maggior parte Scandinavi, attratti dalla bellezza del paesaggio, decisero di infrangere le regole e le convenzioni della pittura accademica, sperimentando in libertà la pittura "impressionistica". Il flusso dei pittori nordici in quell'Arcadia di Val Roveto continuò ininterrotto dal 1883 al 1915 (anno del terremoto della Marsica) che ne segnò la fine.

Sito web:

Comune di Civita d'Antino

Celano

Celano è in posizione dominante sulla Piana del Fucino, situata ai piedi del Monte Tino, a quota 860 m. Parte del suo territorio è incluso nel Parco Regionale Naturale del Sirente-Velino. La Serra è compresa nella Catena del Sirente-Velino. All'interno del territorio troviamo le Gole di Celano. Il paese confina a Nord con Ovindoli, a Sud con Trasacco, ad Ovest con Avezzano e ad Est con Aielli. Anche qui, abbiamo numerosi monumenti e luoghi interessanti da visitare, tra cui la Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, la Chiesa di Santa Maria Valleverde, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, la Chiesa di San Francesco ed infine la Chiesa di Santa Maria in Fonte Coeli. Il principale monumento di Celano è il Castello Piccolomini, situato al centro del nucleo storico del borgo. Fu edificato nel 1392 e al suo interno troviamo il Museo d'arte Sacra della Marsica.

Sito web:

Comune di Celano

3 - Sulmona

Gagliano Aterno

Gagliano, un comune di 316 abitanti, è collocato nella parte sud della catena montuosa del Sirente, in un territorio ricco di boschi di faggio e di pino.  Il paese, che presenta tutte le caratteristiche di un borgo medievale, è sovrastato da un castello, costruito nel 1328 per volontà di Isabella d’Aquino, discendente dei de Aquila. Ai piedi del castello un elemento architettonico di grande interesse è rappresentato dalla fontana medievale a tre nicchie con archi a sesto acuto. Riguardo le origini del paese si può pensare che siano legate al pagus superequano Boedinus o Balianum, da cui deriva il nome Galliano, al quale venne aggiunto Aterno per la vicinanza con il fiume omonimo. Gagliano rappresentò in passato un centro molto importante e questo lo si può evincere dalla presenza del monastero di Santa Matteo, da quello di S. Scolastica e quello di S. Maria e dal monastero benedettino di IX sec. incorporato in seguito nel convento di Santa Chiara, uno dei primi convventi di clarisse in Abruzzo.

Da vedere: Castello Medievale, Museo dell'Orso, Galleria d'arte Buffone, Chiesa di San Rocco, Chiesa della Madonna delle Grazie, Chiesa di San Giovanni Battista,Convento di Santa Chiara.

Sito web:

Comune di Gagliano Aterno

Introdacqua

Introdacqua (640 m.) è un comune della Valle Peligna di 2053 abitanti, poco distante da Sulmona. Il connubio tra l'ambiente naturale circostante, i boschi, i due fiumi che circondano il comune, dai quali deriva il toponimo, le due Valli di S. Antonio e Contra e i monumenti storici presenti nel paese ha contribuito a collocare Introdacqua tra i "Borghi più belli d'Italia". Il paese, è dominato dai resti di un'antica rocca cintata di origine medievale dove si trova l’antica torre a pianta quadrata con base poligonale. Nella parte più alta del sito, sul monte Plaia, si conservano resti di mura megalitiche che attestano la presenza di popolazioni italiche.

Da vedere: Palazzo Trasmondi, Chiesa parrocchiale della SS. Annunziata, campanile di origine romana, Chiesa della SS. Trinità, Fontana Vecchia del 1706.

Info: Comune di Introdacqua
Tel: 0864.47116 Fax: 0864.470038

Sito web:

Comune di Introdacqua

Bugnara

Bugnara, comune presente nella prestigiosa guida dei "Borghi più belli d'Italia", domina, dai suoi 850 metri di altezza, l'intera Valle Peligna. Riguardo le origini del nome Bugnara ci sono diverse teorie, secondo alcuni, infatti, il nome sarebbe il composto formato da Bonae e Ara, ed indicherebbe l'altare della dea Bona o Cerere, secondo altri invece, il nome Bugnara deriverebbe da vignae e ara, e starebbe ad indicare un luogo ricco di coltivazioni di vigneti. Bugnara conserva immutata la caratteristica e la struttura del borgo medievale ricco di storia e di famiglie nobili che avvicendandosi nei secoli hanno lasciato segni architettonici di pregevole fattura. L'abitato è quasi interamente concentrato intorno al suo centro storico ai piedi del Palazzo Ducale anche detto Rocca dello Scorpione.

Da vedere: Ruderi di mura megalitiche e fortificazioni, Chiesa di S. Maria della Neve, Chiesa di Santa Maria degli Angeli, Ruderi del Palazzo Ducale, Palazzo dei Papi,Palazzo del barone Alesi dei Paparelli, Chiesa cinquecentesca della Madonna del SS. Rosario.

Sito web:

Comune di Bugnara

Anversa degli Abruzzi

L’antico borgo medievale di Anversa degli Abruzzi (575 m.) con circa 440 abitanti è uno dei "Borghi più belli d'Italia" e dal 2002 ospita il Parco Letterario dedicato a Gabriele D'Annunzio, che proprio nel castello normanno-aragonese ambientò il romanzo "La fiaccola sotto il moggio". I ruderi del Castello, costruito nel XII secolo, dominano l'intero paese che si sviluppa lungo il pendio della montagna attraverso vicoli interni e sottopassaggi voltati ad arco ricavati tra le case, offrendo scorci suggestivi e luoghi degni di essere visitati. Centro di antica origine, Anversa è nota per la produzione di terrecotte, laterizi, gesso. Di grande interesse è sicuramente Castrovalva, unica frazione del paese, posta in posizione dominante di fronte ad Anversa sul lato destro delle Gole. Si tratta di un antico borgo che grazie ai suoi 820 metri di altezza godeva di una fondamentale posizione strategica che gli permetteva di controllare la valle del Sagittario, uno dei punti di accesso alla Valle Peligna.

Da vedere: Santa Maria delle Grazie, San Marcello, Santa Maria ad Nives, San Vincenzo, Castrovalva, necropoli, Giardino Botanico delle Sorgenti del Cavuto.

Sito web:

Comune di Anversa degli Abruzzi

Corfinio

È un comune italiano di 1.030 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo.Borgo che sorge sull’antica Corfinium, capitale dei Peligni nel I millennio a.C.
La costruzione del tempio cristiano nella città romana, seguì l'uccisione di San Pelino vescovo di Brindisi e nel XII secolo la basilica di San Pelino era una delle più influenti chiese della diocesi,
 e fu detentrice della seconda cattedra insieme a San Panfilo.
I numerosi reperti archeologici, rinvenuti in seguito agli scavi ottocenteschi ad opera del filologo abruzzese Antonio De Nino, sono conservati nel Museo Civico Archeologico.

Da vedere: Museo Archeologico Antonio De Nino, Chiesa di San Pelino

Sito web:

Comune di Corfinio

Castelvecchio Subequo

È un comune italiano di 1.027 abitanti che fa parte della comunità montana sirentina. Le numerose testimonianze archeologiche, tra le quali un tempio di Eracle, delle terme, dei resti di acquedotti ci parlano dell'importanza del territorio. La struttura del paese risale all'epoca medievale e ancora oggi il centro storico presenta le caratteristiche originarie. Nella parte centrale del paese si trova il palazzo medievale, detto Palazzo Giorgi, mentre nella parte più alta si trova la porta del Castello medievale appartenuto ai conti di Celano. Il convento di San Francesco, consacrato il 29 Agosto del 1288 è di grande importanza, dal momento che la sua costruzione sarebbe legata al probabile passaggio del Santo intorno al 1216.

Da vedere: Convento dei Padri Minori di San Francesco d'Assisi, Chiesa di Santa Elisabetta, Catacombe cristiane di Colle Moro, Museo archeologico, Museo dell'arte sacra del convento, castello medievale.

Sito web:

Comune di Castelvecchio Subequo

Castel di Ieri

È un comune italiano di 343 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo e fa parte della comunità montana sirentina. Castel di Ieri è un borgo fortificato arroccato su una piccola altura e notevole sono la chiesa di Santa Maria Assunta e il Museo Abruzzese di Arti Grafiche.

Sito web:

Comune di Castel di Ieri

4 - Castello

Civitella Alfedena

Pescasseroli è un comune di 2224 abitanti della Provincia dell'Aquila appartenente al Compresorio dell'Alto Sangro e Altopiano delle Cinque Miglia.
E' sede del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. La cittadina è ubicata in una conca a quota 1167 metri slm, nel cuore dei Monti Marsicani, ad est dello spartiacque appenninico.

Info: Comune di Pescasseroli, Piazza S. Antonio
Tel. 0863.1840000 Fax: 0863.1753011

Sito Web:

Comune di Civitella Alfedena

Barrea

Barrea è un comune di 769 abitanti della Provincia dell'Aquila appartenente al Comprensorio dell'Alto Sangro e Altopiano delle Cinque Miglia.
L'etimologia del nome Barrea rimanda al latino Vallis Regia - Valle del Re -, forma attestata nel 1320.
Mentre il nome Barreiam è documentato nel 1150-1165 e richiama una base prelatina *barr- che potrebbe significare "burrone", "dirupo".
Il Comune di Barrea immerso nella natura fa parte del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise nonchè appartiene alla rete dei "Borghi Autentici d'Italia"

Info: Comune di Barrea, Via Palombara Nuova
Telefono 0864 88114  Fax 0864 88204

Sito Web: 

Comune di Barrea

5 - Teramo

Notaresco

Notaresco è un comune collinare della provincia di Teramo, che dista circa 25 chilometri dal capoluogo di provincia e pochi minuti dal Mare Adriatico. Fa parte della Comunità Montana del Vomano, Fino e Piomba ed è gemellato con la città polacca di Plonsk.
Notaresco ha radici molto antiche. Appartenenuto al nipote di Carlo Magno, Lotario, in epoca medievale il borgo assunse importanza per la presenza di una struttura difensiva (il Civitillo o Rocca del Civitillo) di cui restano poche tracce.
Di particolare interesse, all’interno del territorio comunale, è L’Abbazia di San Clemente al Vomano, di recente restaurata e riaperta al pubblico. La chiesa, secondo tradizione fondata nel secolo IX per volere di Ermengarda, figlia dell'imperatore Ludovico II, subì restauri nel 1108. All’interno dell’Abbazia, tre navate terminanti con absidi sernicircolari, è conservato il ciborio più antico esistente in Abruzzo (tra il 1136 e il 1147). Altre chiese di origine romanica sono visitabili nel territorio di Notaresco.
Di particolare interesse è il sito archeologico di Grasciano, scoperto nel 1992, i cui lavori di scavo hanno consentito di riportare alla luce numerosi resti murari ascrivibili ad un probabile insediamento rustico di epoca romana. I pezzi più significativi sono esposti nel Museo civico "G. Romualdi", appositamente istituito.
Posta al centro dell’Italia, immersa nella tranquillità delle colline teramane e nello stesso tempo a pochi chilometri dal mare, Notaresco è facilmente raggiungibile grazie ai buoni collegamenti viari e alla vicinanza degli aeroporti di Roma, Pescara e Ancona.
La natura, il clima e la possibilità di gustare le eccellenze enogastronomiche del territorio grazie a numerosi produttori di qualità, permettono a Notaresco di proporsi come una meta ideale una vacanza all’insegna della collina mediterranea

 

Castiglione Messer Raimondo

Su un peculiare e stretto altipiano troviamo il borgo fortificato di Castellionum, in vetta fra il corso del fiume Fino e quello del torrente Pretonico, esso offre una briosa visuale dritta sul preponderante massiccio del Gran Sasso d’Italia e tutta la Valle del Fino.
Il fascino del paesaggio è velato dal caldo colore della pietra arenaria che riflette la luce solare conferendole un aspetto orientaleggiante, attraverso cui si sviluppa l’abitato attorno alla mole svettante della parrocchiale. Il fulcro del borgo è difatti la Chiesa di San Nicola di Bari che risale al tardo settecento su progetto dell’ingegnere napoletano Francesco Giordano e terminato il secolo successivo, di cui la vera peculiarità sta proprio nel sorgere in cima al colle sul luogo di un preesistente castello. Il nome Castiglione Messer Raimondo deriva proprio dal diminutivo di castellio –onis, piccolo castello, mentre la dizione Messer Raimondo compare a partire dal 1532 con preciso riferimento a Raimondo Caldora del quale il Castello fu feudo.
Ma fascino e mistero del borgo proseguono di pari passo tra passaggi voltati, mensole ai lati delle finestre, architravi lignei che ci portano indietro nel tempo, sino all’affascinante e austera Chiesa di S. Lucia, che conserva una bellissima immagine devozionale della Santa raffigurata con gli occhi appesi ad una cordicella secondo un’iconografia insolita. Anche la “terra Castellioni” non potette desistere dall’essere mirabile feudo degli Acquaviva, Duchi di Atri, durante il lungo periodo di appartenenza al Regno di Napoli che si riflette non solo sulla storia degli avvenimenti ma anche e soprattutto nella cultura figurativa che a piccoli frammenti riesce tutt’oggi a farci rivivere piccoli sprazzi di nobile fervore.

Montefino

Territorio dei Sabini, stanziati lungo le rive dell’Adriatico, divenne, successivamente, colonia romana di Hatria.Non si hanno documentazioni attestanti la presenza di insediamente italici o romani nel territorio di Montefino; tuttavia, è stato rinvenuto un antico tratto stradale basolato, nei pressi del fiume Fino, sicuramente appartenente al tracciato longitudinale pedemontano Teramo, Monte Giove, Bisenti e Penne, facente da raccordo con il tratto stradale della via Cecilia di Hatria-Pinna. La prima testimonianza medievale del paese è di età normanna, intorno al 1150, con la menzione di Castellum della contea di Penne, Montis Sicci, feudo di appena 65 abitanti, tenuto da Trasmondo di Colle Madii, per conto del Conte Roberto di Aprutio.Successivamente, nel 1454, Mons Siccus divenne feudo degli Acquaviva di Atri, feudatari che fecero restaurare le fortificazioni murarie e curarono le quattro chiese, citati nei documenti dell’epoca.Nell’anno 1506, Montesecco compare fra i possedimenti del vescovado di Teramo.Montefino, cosi chiamato con Regio Decreto, del 28 giugno 1863, conserva l’impianto delle fortificazioni medievali, a forma di castello, recinto, su una pendio. Il recinto murario venne ristrutturato nel sec XV, per opera degli Acquaviva.
Nella parte alta presenta la fortezza o castello di corte delle strutture relative ad una torre citata trecentesca a pianta quadrata, con scarpata alla base e spesse mura.

Cellino Attanasio

Sorto su un fertile e naturale spartiacque tra il fiume Piomba e il Vomano, tra dolci declivi collinari alternati ad aspri calanchi, erosioni argillose che caratterizzano in particolar modo l’area sud della Provincia di Teramo, il borgo si inserisce in un ecosistema molto particolare sia dal punto di vista geologico e naturalistico, che floristico e faunistico. Cellino Attanasio si ritiene che il suo nome derivi dalla presenza un tempio dedicato al Dio Mercurio – da cui il nome Cellino – Hermes, che i romani identificarono con il dio Mercurio, aveva come padre Zeus e per madre Maia, la primogenita e più bella delle Pleiadi. Hermes, veniva considerato come la personificazione del vento, e del vento aveva la leggerezza, la velocità, l’incostanza nei propositi, l’umore scherzoso. Egli nacque in una grotta scavata nel monte Cillene, la più alta cima del Peloponneso, sul confine tra l’Arcadia e l’Acaia e da qui provenne l’appellativo del dio come Cillenio. La storia dell’antica Cellino – cillinam – e la sua collocazione, non è estranea alle caratteristiche intrinseche della divinità! Le prime tracce risalgono all’età del Ferro, dando pian piano vita in epoca romana a villae rusticae, veri e propri centri dediti alla produzione agricola, vanto intrinseco del territorio caratterizzato da una così forte biodiversità all’interno di un’area così circoscritta. Proprio in virtù di ciò, l’enogastronomia si traduce in una vera “arte culinaria”, un must irrinunciabile che solo forti tradizioni, saperi e sapori, sono in grado di portare sulla tavola come vere e ricercate eccellenze. Questo fertile lembo collinare non sfuggì ai sapienti e abili monaci benedettini, appartenenti all’Abbazia di San Giovanni in Venere, divenendo in poco tempo fastoso feudo degli Acquaviva, Duchi di Atri, dal Trecento al Settecento sino alla morte dell’ultima erede.
Di questo fiorente periodo rimangono mirabili testimonianze degli affascinanti torrioni, che ridondano di eleganza ricordando il tempo in cui l’angioino Matteo di Capua venne a combattere il feudatario locale Giosia Acquaviva, legato alla dinastia aragonese dell’allora Regno di Napoli.
I Duchi Acquaviva fortificarono il borgo per chiare esigenze difensive, dotandolo di nove torrioni dei quali solo due restano in buone condizioni, mentre permangono tracce di una precedente fortificazione dotata di mura scarpate e torrette rompitratta.
La possente torre cilindrica in laterizio rimasta integra, insieme ad un esiguo tratto di mura e ai resti di un altro torrione, rappresenta quanto permane della cinta muraria del borgo. Il torrione invoca la tipologia dei bastioni d’angolo: l’altezza non troppo pronunciata, pianta circolare, mancanza di scarpatura e caditoie su alti beccatelli.
Altre tracce sono riconoscibili nel campanile della Chiesa di Santa Maria la Novache ingloba nel basamento una torre quadrangolare. Si tratta della chiesa parrocchiale, che conserva un elegante portale del 1424, opera di Matteo De Caprio, il cui interno spazia tra altari lignei, un pregevole monumento funebre di stile rinascimentale posto nel coro, dietro l’altare maggiore, dedicato a Giovanni Battista Acquaviva morto a soli 14 anni nel 1496 e splendide colonne affrescate del periodo medievale, probabilmente nel fiorente periodo in cui divenne Propositura ed Arcipretura.

Castiglione della Valle

Castiglione della Valle, frazione di Colledara (Teramo) posta a circa m.450, è l’antica Castrum Leonis Vallis Sicilianae. Alla fine del 1700 apparteneva alla Diocesi di Penne, era una Baronia e contava ben 1018 abitanti. Affacciata sull’alveo del torrente Sazza, è oggi praticamente disabitata, soprattutto dopo gli ingenti danni causati alla viabilità dalle intemperie dell’inverno e dal terremoto del 6 aprile 2009 che così tanto ha danneggiato anche la zona dell’Aquila. Già presente in un antico documento del 959, era dotata di possenti mura di cinta, di cui oggi sono visibili solo pochi resti, e fu per lungo tempo proprietà dei Conti di Pagliara. La sua storia è legata alla figura di Lucrezia Borgia, che qui trovò rifugio nel 1499 insieme ad Alfonso d’Aragona per sfuggire al Duca Valentino. Fu sede municipale fino alla fine del 1909, poi questa venne trasferita nella vicina Colledara. Le prime case che si incontrano nell’entrare in paese sono vecchie e fatiscenti, ma, girato l’angolo, ci accoglie una bella ed ampia piazza medievale. Su di essa si affaccia l’imponente Chiesa di San Michele Arcangelo del XII secolo. Tutt’intorno molte case sono ben ristrutturate, mentre altre, non più abitate da tempo. Su una, insistente su una piazzetta secondaria, si scorgono gli inconfondibili segni della presenza di un antico Gafio, elemento architettonico caratteristico delle tecniche edilizie longobarde.

Canzano

Su un ridente colle che separa il fiume Tordino dal fluente Vomano, sorge l’antico borgo abruzzese di Canzanë. Frequentata dall’uomo sin dai primordi, come mostrano punte di frecce in selce utilizzate per la caccia dall’uomo della preistoria, che costruiva sapientemente i suoi villaggi vicino ai floridi percorsi fluviali, l’area ha una continuità di vita lunga, che si protrae sino ad oggi, passando per i popoli italici dei pretuzi, successivamente i romani, sino a diventare possente feudo della nota famiglia Acquaviva, Duchi di Atri. 
Tracce di quest’ultima fase rimangono indelebili nell’austero torrione del XV secolo che, assieme a possenti cinta murarie stringono il borgo elevandolo ancor più in alto. Il centro devozionale del borgo si concentra invece nel luogo ove vi fu l’apparizione mariana, nel maggio del 1480, avvenuta agli occhi di un contadino, Giovanni Floro, sulla sommità di un alno, e così si volle edificare una Chiesa proprio intitolata alla Madonna dell’Alno.
Un borgo ricco di suggestioni immerso nella verde natura cinta dal puro respiro dei monti, ove si sono susseguite nobili e importanti famiglie come i baroni De Sanctis, i marchersi vitelleschi di Rieti, personaggi che hanno impresso la loro memoria all’interno di un’altra blasonata Chiesa, questa volta intitolata al S. Salvatore. La Chiesa di San Salvatore si erge a poca distanza dal centro storico, e rappresenta un vero e proprio gioiellino di epoca romanica racchiudendo gelosamente al suo interno affreschi databili al ‘300, che gli Storici dell’Arte sono ormai concordi nell’attribuzione al Maestro di Offida. 

Valle Piola

Valle PIola è un piccolo borgo abbandonato fra i Monti della Laga in provincia di Teramo. Il borgo è costituito da nove edifici più la chiesa e una piccola costruzione usata dai pastori; l'abbandono risale al 1977, anno in cui l'ultima famiglia residente decise di trasferirsi altrove.
Il paese sorge oltre 1000 metri di altitudine ed è servito da una strada che nei pressi del paese inizia ad essere sterrata. Una particolarità del borgo è la presenza del caratteristico Gafio, tipico balcone longobardo, ancora presente su qualche edificio. Valle Piola ne custodisce ben due: uno al centro del paese, mentre l’altro presso il vicino nucleo Case Menghini. Le case avevano stalle adiacenti nelle quali bovini, suini, ovini e cavalli dimoravano e ognuno aveva il suo appezzamento di terreno per la coltivazione. 
Il paese Valle Piola è stato anche utilizzato come set per film, documentari, e un importante cortometraggio “Una Storia di Lupi”, è stato realizzato dal regista teramano Cristiano Donzelli che ha visto anche la partecipazione del famoso attore Franco Nero.