Aprire un’associazione

Associazione: insieme di persone riunite, organizzate e operanti per il conseguimento di un fine comune

L’associazionismo è la forma più diffusa per l’organizzazione di attività senza fini di lucro, e viene formalizzata in un contratto composto da due elementi distinti ma giuridicamente di natura unitaria, che sono l'Atto costitutivo e lo Statuto.

L'atto costitutivo è il documento che sancisce la nascita dell’associazione e manifesta il comune scopo, di natura ideale, delle due o più persone formanti l’associazione. Deve essere firmato, in calce, da tutti i soci presenti al momento della stipula e deve contenere i seguenti elementi:

  • l’indicazione del giorno, mese, anno e luogo nel quale è stata svolta l’assemblea;
  • gli estremi dei soci fondatori: nome, cognome, residenza, codice fiscale;
  • la denominazione scelta per l’associazione;
  • le finalità (oggetto sociale) e le azioni/servizi che l’associazione potrà mettere in atto per raggiungere lo scopo sociale;
  • la composizione del Consiglio Direttivo (numero e nomi componenti) eletto contestualmente;
  • lo statuto in allegato.

Lo Statuto pone le regole di base per la vita interna dell’associazione e l’organizzazione di attività future. Lo statuto deve contenere i seguenti elementi:

  • denominazione dell’associazione;
  • sede legale;
  • scopo;
  • patrimonio;
  • norme sull’ordinamento interno;
  • norme sull’amministrazione;
  • diritti e gli obblighi degli associati e le condizioni per la loro ammissione;
  • norme relative all’estinzione dell’ente;
  • norme relative alla devoluzione del patrimonio residuo.

Anche lo statuto deve essere firmato da tutti i soci presenti al momento della stipula.

Le norme fondamentali a tutela del diritto di associarsi sono contenute:

  • negli artt. 2 e 18 della Costituzione. Il primo stabilisce che “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità”. Il secondo riconosce in modo diretto ed esplicito il diritto di associarsi liberamente;
  • nel codice civile che contiene disposizioni tese a regolare taluni aspetti essenziali sia per la categoria delle associazioni riconosciute (artt. 14-35 c.c.) sia per quella delle associazioni non riconosciute (36 ss.);
  • nella legislazione speciale di settore che introduce specifici vantaggi e riconoscimenti per particolari tipologie di associazione operanti con specifiche modalità e in specifici ambiti di utilità sociale;
  • nello statuto che è la principale fonte giuridica che regola la vita di un’Associazione. Secondo la dottrina dominante, lo statuto è un contratto di comunione di scopo, ossia un accordo con il quale le parti esprimono la volontà di realizzare un interesse comune a tutti coloro che partecipano all’associazione. Il contratto di associazione è perciò il riferimento principale, e in certi casi esclusivo, per determinare diritti e doveri degli associati.

Registrazione degli atti presso Agenzia delle Entrate

La legge non richiede che l’atto costitutivo e lo statuto siano redatti in qualche forma particolare (atto pubblico notarile o scrittura privata autenticata da notaio), e nemmeno che siano registrati. Tuttavia, la registrazione dello statuto (o la forma di atto pubblico o di scrittura privata autenticata) è necessaria se un ente vuole procedere con l’iscrizione ai registri regionali o comunali, o vuole ottenere la qualifica di ONLUS in base al D.Lgs. 460/97 e ancor più, qualora l’associazione volesse richiedere l’attribuzione di personalità giuridica (in questo ultimo caso atto costitutivo e statuto devono avere la forma di atto pubblico).

La registrazione è inoltre utile per attribuire all’atto costitutivo e allo statuto data certa ai sensi dell’art. 2704 Codice Civile, e poter dimostrare nei confronti dei soci e soprattutto dei terzi che alla data della registrazione è costituita l’associazione e gli associati si sono dati uno statuto di quel contenuto.
I passi da seguire per la registrazione di statuto e atto costitutivo sono i seguenti:
Recarsi all’ufficio locale dell’Agenzia delle Entrate con:

  • due copie dell’atto costitutivo e statuto in originale, firmate in calce dai soci fondatori;
  • delega del legale rappresentante e copia della carta di identità (sia del delegato che del delegante), nel caso in cui la registrazione non sia effettuata dal presidente dell'associazione;
  • marche da bollo (in numero che varia in funzione della lunghezza degli atti) se dovute;
  • modello 69 compilato (rilasciato dall’Agenzia delle Entrate);
  • ricevuta del versamento delle imposte, da effettuarsi in banca o in posta con modello F23, se dovute.

La registrazione deve essere fatta entro 20 giorni dalla costituzione, previa richiesta del codice fiscale (la richiesta può avvenire anche contestualmente alla registrazione e si richiede presso gli uffici dell'Agenzia delle Entrate).

Quali Associazioni sono esonerate dall’imposta di registro e/o dall’imposta di bollo?

Le Organizzazioni di Volontariato (OdV) sono esonerate dal pagamento dell’imposta di bollo e di quella registro, ai sensi dell’art. 8 della Legge 266/1991.

Le ONLUS e le Associazioni che hanno i requisiti per ottenere la qualifica di ONLUS sono esonerate dal pagamento dell’imposta di bollo, ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. 460/1997, ma sono soggette al pagamento dell’imposta di registro.

Tutte le altre Associazioni sono soggette al pagamento di entrambe le imposte.

Modello EAS

Entro 60 giorni dalla costituzione dell'associazione è necessario compilare e inviare all'Agenzia delle Entrate il modello EAS (Enti Associativi). Si tratta di un modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali relativo agli enti associativi.

Per maggiori informazioni 

Nella sezione modulistica sono disponibile i fac simili per la costituzione e la gestione di una associazione.